Non ero pigro, non ero scarso, non ero nemmeno fuori forma. Ero stanco, stanco dentro. Di quella stanchezza che non si vede, quella di chi va avanti lo stesso, finché il corpo non decide di parlare lui.
Dopo le operazioni agli occhi ero fermo, fermo davvero. Giorni passati senza poter fare nulla, farmaci, testa pesante, il corpo che purtroppo non rispondeva più come prima.
E lì, nel silenzio vero, senza lavoro, senza rumore, senza distrazioni, è arrivata una paura che avevo sempre tenuto sotto controllo. E se non torno più come prima? E se ho tirato troppo la corda? E se questa non è sfortuna, ma il risultato di anni?
Ho vissuto sempre così. Per anni mi sono detto che bisognava resistere, stringere i denti, fare il mio dovere, non mollare, al contrario di quello che fanno tutti. Non stavo vivendo, stavo sopravvivendo.
E intanto il mio corpo stava cedendo: la pressione alta, la vista debole. Ti chiedono più tempo, più energie, più adattamento. In cambio, meno respiro, meno controllo, meno dignità. Ti vogliono produttivo anche quando sei a pezzi, colpevole se ti fermi.
Ho curato i sintomi, ma le cause? Le origini?
È lì che ho capito una cosa scomoda. Il problema non ero io. Era il sistema dentro cui stavo cercando di sistemarmi, di lottare. Inutilmente, aggiungerei.
Così non potevo più continuare. Non potevo fare una rivoluzione, non potevo cambiare tutto subito. Ho iniziato dal poco: pochi minuti al giorno, sempre. Una scelta minuscola, ma ripetuta. Per il corpo, certo, ma soprattutto per riprendermi la testa.
E mentre il corpo piano piano rispondeva, ho iniziato a cambiare anche altro. Il modo in cui lavoravo, il modo in cui sceglievo, il modo in cui dicevo sì, ma soprattutto il modo in cui dicevo no. Meno pressione, meno costi nascosti, meno bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno.
Ho finalmente capito che il vero cambiamento non è fare di più. È smettere di andare contro te stesso.
Se anche tu senti che il problema non sei tu, ma il modello in cui stai vivendo, scrivimi attraverso il modulo di analisi. Non per una promessa, non per un miracolo, ma per capire cosa ho smesso di fare e cosa ho iniziato a fare davvero.

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