Immagine elaborata con l’AI.

Ci hai mai pensato a quanta parte della nostra vita passiamo ad aspettare?

Aspettiamo il venerdì, perché finalmente arriva il fine settimana. Aspettiamo le ferie, perché abbiamo bisogno di staccare. Aspettiamo la fine del mese, sperando che i conti tornino. E poi ricominciamo.

Lunedì, martedì, mercoledì… sempre di corsa, sempre qualcosa da fare, sempre qualche responsabilità a cui pensare.

E intanto il tempo passa.

A volte mi viene da chiedermi: ma siamo davvero qui soltanto per rispettare le scadenze e arrivare alla sera?

Ci hanno insegnato a cercare la sicurezza

Fin da piccoli ci viene indicata una strada abbastanza precisa.

Studia, trova un lavoro sicuro, comportati bene, fai il tuo dovere, non lamentarti troppo e cerca di non correre rischi.

Sono consigli che spesso nascono dalle migliori intenzioni. Chi ce li ha dati voleva proteggerci, evitarci difficoltà, garantirci una vita tranquilla.

E non c’è niente di sbagliato nel desiderare stabilità.

Il problema, secondo me, nasce quando quella stabilità diventa l’unica cosa a cui possiamo aspirare.

Quando avere un lavoro diventa sinonimo di dover accettare qualsiasi situazione. Quando essere responsabili significa rinunciare continuamente a qualcosa che ci piacerebbe fare.

Quando cominciamo a convincerci che desiderare qualcosa di diverso sia un lusso, oppure un capriccio.

E se ci fossimo abituate troppo ad aspettare?

Una delle cose che mi fanno riflettere è quanto facilmente possiamo abituarci a una quotidianità che non ci soddisfa completamente.

Ci alziamo, lavoriamo, sistemiamo casa, affrontiamo imprevisti, pensiamo alla famiglia, agli impegni del giorno dopo.

E magari, quando finalmente abbiamo un momento per noi, siamo così stanche che l’unica cosa che desideriamo è riposare.

Non perché non abbiamo interessi, sogni o voglia di fare.

Semplicemente perché le energie sembrano essere finite.

E così cominciamo a rimandare.

Quel progetto che ci incuriosiva? Più avanti.

Quell’esperienza che volevamo provare? Quando ci sarà tempo.

Quella possibilità di imparare qualcosa di nuovo? Magari l’anno prossimo.

Ma chi lo ha deciso che dobbiamo aspettare sempre il momento perfetto?

Volere qualcosa di più non significa essere ingrate

Questa è una cosa a cui tengo particolarmente.

A volte basta dire che vorremmo cambiare qualcosa nella nostra vita per sentirci rispondere:

“Ma cosa ti manca?”

“Hai già un lavoro, dovresti essere contenta.”

“Alla tua età vuoi ancora metterti in gioco?”

Ecco, io credo che possiamo essere grate per quello che abbiamo e, contemporaneamente, desiderare qualcosa di diverso.

Le due cose non si escludono.

Possiamo amare la nostra famiglia, apprezzare ciò che abbiamo costruito e sentire comunque il bisogno di crescere.

Possiamo essere responsabili senza dover rinunciare alla curiosità.

Possiamo avere paura di cambiare e cominciare ugualmente a esplorare nuove possibilità.

Non dobbiamo per forza essere infelici per desiderare qualcosa di più.

Non voglio soltanto arrivare alla fine del mese

Naturalmente so che le bollette vanno pagate, che il lavoro è importante e che non tutti possiamo permetterci di cambiare strada da un giorno all’altro.

La realtà non è fatta soltanto di belle frasi.

Ci sono responsabilità, difficoltà economiche, imprevisti e persone che dipendono anche da noi.

Per questo non credo nei cambiamenti impulsivi fatti senza pensare alle conseguenze.

Credo però che valga la pena chiedersi se, accanto a tutto ciò che dobbiamo fare, possiamo iniziare a costruire qualcosa che abbiamo scelto davvero.

Una nuova competenza. Un progetto personale. Un’attività da sviluppare gradualmente. Un modo diverso di organizzare il nostro tempo.

Qualcosa che non sia soltanto un altro impegno da aggiungere a una giornata già piena, ma una possibilità concreta da valutare e, magari, far crescere.

Non tutte le strade funzionano e non tutti i tentativi portano dove speravamo.

Ma rinunciare a cercare soltanto perché siamo abituate a una certa vita mi sembra un peccato.

E se cominciassimo a vivere anche tra un weekend e l’altro?

Non penso che vivere significhi essere sempre felici, viaggiare continuamente o fare cose straordinarie.

Per me significa anche avere ancora voglia di scoprire, imparare, ridere, fare progetti.

Significa non considerare la nostra vita già decisa soltanto perché abbiamo raggiunto una certa età.

Non voglio passare gli anni migliori aspettando sempre che arrivi qualcosa: il sabato, le vacanze, la pensione o un momento in cui finalmente tutto sarà più semplice.

Vorrei che ci fosse qualcosa di bello e di mio anche nei giorni normali.

E soprattutto vorrei continuare a sentirmi libera di immaginare possibilità nuove, senza dovermi giustificare per questo.

Forse non possiamo cambiare tutto quello che ci circonda. Ma possiamo iniziare a chiederci cosa desideriamo davvero e quale piccolo spazio possiamo dedicargli.

Ti lascio con una domanda che mi piacerebbe diventasse una conversazione tra noi:

C’è qualcosa che continui a rimandare perché aspetti il momento giusto, oppure perché qualcuno ti ha fatto credere che ormai non sia più il momento?

Mi piacerebbe leggere la tua esperienza.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I dati che lasci qui li trattiamo come spiegato nella privacy.