Immagine elaborata con l’AI.

Se qualcuno, quando avevo vent’anni, mi avesse mostrato come sarei diventata oggi, credo che la mia prima reazione sarebbe stata:

“Ma chi è questa? E soprattutto, siamo sicuri che sia proprio io?”

E probabilmente mi sarei fatta anche una bella risata.

Perché ci sono cose che oggi faccio con entusiasmo e che, soltanto qualche anno fa, non avrei nemmeno preso in considerazione.

E la cosa più divertente è che nessuno mi obbliga a farle.

Anzi, mi piacciono davvero!

A volte penso a quanto sia curioso cambiare nel corso della vita. Ci sono abitudini che abbandoniamo, interessi che scopriamo e passioni che arrivano quando meno ce lo aspettiamo.

E così, senza nemmeno rendercene conto, diventiamo persone che la nostra versione più giovane farebbe fatica a riconoscere.

Io che mi alzo alle 5:40 per fare ginnastica? Ma quando mai!

Partiamo da una cosa che avrebbe lasciato la Federica ventenne completamente senza parole.

Oggi mi alzo alle 5:40 del mattino per fare ginnastica.

Sì, hai letto bene. Le cinque e quaranta!

E voglio sottolineare una cosa, perché è proprio questa la parte incredibile: lo faccio volentieri.

Non perché qualcuno me lo imponga, non perché debba dimostrare qualcosa e nemmeno perché mi senta obbligata.

Mi piace.

Mi fa stare bene.

È diventato un momento della giornata che dedico a me stessa e che apprezzo davvero.

Se mi avessero raccontato una cosa del genere a vent’anni, probabilmente avrei pensato che si fossero confusi con un’altra persona.

E invece eccomi qui.

Non è tanto l’orario a sorprendermi. È il fatto che qualcosa che un tempo non avrei scelto oggi faccia parte delle cose che amo.

E questo mi fa sorridere, perché dimostra quanto poco possiamo sapere in anticipo di ciò che un giorno ci piacerà.

E poi c’è la cucina: praticamente mi preparo tutto da sola

Un’altra cosa che caratterizza la mia vita di oggi è il rapporto con la cucina.

Mi preparo il pane, la marmellata, quella che chiamo scherzosamente la mia crema marrone e tante altre pietanze.

Mi piace cucinare quello che porto in tavola, partire dagli ingredienti e dedicare tempo alle preparazioni.

Non voglio limitarmi a prendere qualcosa di già pronto e metterlo nel piatto.

Preferisco prepararlo io.

Naturalmente cucinare richiede tempo, organizzazione e qualche volta anche pazienza. Non voglio raccontarti che ogni preparazione sia una passeggiata.

Ma per me non è soltanto una questione di mangiare.

È diventato un piacere.

Mi piace sperimentare, scoprire cosa riesco a preparare e avere la soddisfazione di portare in tavola qualcosa fatto con le mie mani.

E pensare che spesso consideriamo le nostre abitudini come qualcosa di definitivo!

Ci convinciamo di essere fatte in un certo modo e continuiamo a ripetercelo.

“Non sono il tipo.”

“Non fa per me.”

“Non avrei mai la pazienza.”

Poi magari un giorno proviamo e scopriamo che quella cosa ci piace molto più di quanto immaginassimo.

Ma la sorpresa più grande sono i libri!

Adesso arriviamo a quella che, secondo me, è la trasformazione più divertente.

Io oggi leggo.

E non intendo dire che ogni tanto prendo in mano un libro.

Leggo davvero. I libri me li divoro!

E sai qual è il bello?

Una volta leggere mi faceva proprio schifo.

Sì, lo dico senza troppi giri di parole.

Non mi piaceva e non avrei mai immaginato che sarebbe diventata una delle mie passioni.

Oggi, invece, leggere è qualcosa che cerco e che faccio con piacere.

E ogni tanto, se ci penso, mi viene da ridere.

Perché proprio io?

Quella che non voleva saperne di libri?

Forse è anche questo il bello di crescere: incontrare interessi che prima non capivamo, oppure che semplicemente non avevamo ancora avuto voglia di conoscere.

Non significa che prima fossimo sbagliate.

Significa che siamo cambiate.

E per fortuna!

Chi ha deciso che dobbiamo restare quelle di vent’anni?

Questa è la riflessione che mi interessa di più.

A volte ci comportiamo come se, a una certa età, la nostra personalità fosse ormai definita.

Abbiamo i nostri gusti, le nostre abitudini, le cose che sappiamo fare e quelle che diciamo di non sopportare.

E finiamo per identificarci completamente con quella versione di noi.

Ma perché dovrebbe essere definitiva?

Perché una donna che a vent’anni odiava leggere non potrebbe innamorarsi dei libri a cinquanta?

Perché una persona che non amava fare movimento non potrebbe scoprire il piacere di allenarsi?

Perché dovremmo continuare a ripeterci “io sono fatta così”, come se fosse una promessa che abbiamo firmato per tutta la vita?

Non sto dicendo che dobbiamo cambiare per forza.

Ci sono aspetti del nostro carattere che amiamo e che non abbiamo nessuna intenzione di modificare.

E va benissimo così.

Ma vorrei che rimanesse sempre aperta la possibilità di sorprenderci.

Di provare qualcosa di nuovo.

Di cambiare idea.

Di scoprire una passione senza preoccuparci se gli altri ci hanno sempre conosciute in modo diverso.

In fondo, non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per cominciare ad amare qualcosa che prima non ci piaceva.

Crescere non significa soltanto aggiungere anni

Più passa il tempo, più mi rendo conto che crescere non significa semplicemente guardarsi allo specchio e accorgersi che gli anni sono passati.

Significa anche fare esperienze, cambiare prospettiva, conoscere meglio noi stesse.

A volte attraverso decisioni importanti.

Altre volte attraverso cose piccolissime.

Una sveglia che suona presto e che non ci pesa più come avremmo immaginato.

Una ricetta che abbiamo voglia di preparare.

Un libro che non vediamo l’ora di riprendere in mano.

Sono cose semplici, lo so.

Ma a me piacciono proprio per questo.

Perché raccontano una parte della vita che non ha bisogno di essere straordinaria per essere bella.

E soprattutto mi ricordano che non abbiamo una data di scadenza per scoprire nuovi interessi.

Non è necessario diventare una persona completamente diversa.

A volte basta permettersi di conoscere aspetti di sé che fino a quel momento erano rimasti nascosti.

Chissà cosa piacerà alla Federica di domani!

La cosa che mi diverte di più è pensare che forse non ho ancora finito di sorprendermi.

Magari tra dieci anni amerò fare qualcosa che oggi non prenderei nemmeno in considerazione.

Non lo so.

E questa incertezza, anziché spaventarmi, mi incuriosisce.

Non sento il bisogno di essere una versione perfetta di me stessa.

Mi piace di più l’idea di essere una donna che continua a imparare, a cambiare opinione, a trovare nuovi entusiasmi e, perché no, anche a ridere delle proprie vecchie convinzioni.

La Federica ventenne probabilmente non capirebbe molte delle mie abitudini di oggi.

Ma credo che avremmo parecchie cose da raccontarci.

E forse è proprio questa una delle parti più belle della vita: non sapere ancora tutto quello che potremo scoprire di noi stesse.

Adesso, però, sono curiosissima di conoscere la tua esperienza!

C’è qualcosa che oggi ami fare e che a vent’anni non avresti accettato nemmeno sotto tortura?

Dai, raccontamelo nei commenti.

Sono sicura che alcune risposte mi faranno sorridere!


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